A distanza di più di 20 anni dall’approvazione del Rilutek una speranza in più per contrastare l’inesorabile avanzare della Sla.

L’Italia è stato il primo Paese europeo a dare il via libera al nuovo farmaco contro la Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla), il radicut (nome con cui il principio attivo edaravone è stato commercializzato).

Come abbiamo chiarito più volte qui a WELLNESS4GOOD, la Sla è una malattia neurodegenerativa inesorabile (vi indico qui il link a cui potete trovare maggiori informazioni), per la quale non esistono farmaci efficaci. Pensate che non ci sono medicinali efficaci neppure per il trattamento della sua sintomatologia. Ad oggi il riluzolo (commercializzato con il nome Rilutek) era l’unica molecola utilizzata, ma una debole risorsa, se pensiamo che perde velocemente efficacia nel tempo.

A distanza di più di 20 anni (l’approvazione del Riluzolo risale al 1995), finalmente, un’arma in più contro questa terribile malattia.

Non dobbiamo pensare ad una soluzione miracolosa: radicut si è mostrato capace di rallentare moderatamente il decorso della malattia.

Proprio grazie ai risultati sperimentali ottenuti, AIFA ha deciso prima di inserirlo nella lista di farmaci innovativi per Sla, garantendone la dispensazione in attesa dell’approvazione e poi di approvarlo.

A seguito dell’approvazione in maggio da parte di FDA (l’ente americano omologo di AIFA) del radicut, l’associazione dei pazienti affetti da Sla (AISLA) aveva espresso richiesta formale presso l’Agenzia del Farmaco perché anche in Italia fosse reso disponibile. La sua iniziativa ha avuto successo.

Il farmaco viene somministrato ai pazienti per via endovenosa giornalmente per le prime due settimane e ad intervalli bisettimanali successivamente, in seguito a prescrizione da parte di un neurologo riconosciuto esperto nella patologia ed in regime di dispensazione di fascia H (che definisce i medicinali di uso ospedaliero e strutture analoghe).

Radicut è stato messo a punto in Giappone da Mitsubishi Tanabe, che inizialmente l’aveva studiato per i suoi effetti sui pazienti reduci da ictus. La sua introduzione in terapia origina da numerose ricerche: determinante l’ultima, condotta su 137 pazienti e recentemente pubblicata su Lancet neurology (qui il link all’articolo), che mette in evidenza come Radicut si sia mostrato efficace in un gruppo ristretto di pazienti (in fase precoce e con disabilità funzionali moderate), mentre non ci sono finora prove che lo sia anche su popolazioni più ampie.

Il meccanismo d’azione attraverso il quale questo medicinale agisce rallentando il decorso della Sla, non è ancora stato chiarito.