La dermatite atopica richiede un approccio multiplo e il coordinamento del dermatologo: farmaci locali, sistemici, ma anche una corretta detersione e trattamenti naturali.

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria che possiede un duplice stato. Nella sua fase acuta comporta arrossamento e prurito. La pelle è irritata, punge e il prurito ne peggiora sia l’aspetto sia il fastidio. La fase cronica è quella direttamente conseguente: la pelle appare desquamata, opaca e secca.

La dermatite atopica esordisce nei piccoli nei loro primi mesi di vita e normalmente migliora con la progressione della crescita del bambino. La cosiddetta crosta lattea è più propriamente definita come dermatite seborroica, una condizione parafisiologica vicina all’eczema atopico.

Tuttavia, nel 10% dei casi, permane anche nell’età adulta.

Si manifesta con un eczema che colpisce soprattutto le pieghe del ginocchio, del gomito, ma anche le braccia, le gambe, il collo ed il viso.

Il suo tratto distintivo è il prurito: fastidioso, irresistibile. Spinge a grattarsi violentemente, soprattutto di notte, quando non è possibile controllare il comportamento. E questo aumenta il rischio di contaminazione della cute da parte di batteri e funghi.

Leggi l’approfondimento sui germi resistenti agli antibiotici.

 

LA NATURALE PROTEZIONE DELLA PELLE

L’epidermide sana è rivestita da un mantello a componente mista, in parte acquosa ed in parte grassa. Questo film idrolipidico è prodotto di concerto dalle ghiandole sebacee e sudoripare.

Il suo ruolo fisiologico è quello di mantenere la pelle correttamente idratata e rendere difficile l’accesso ai patogeni.

 

DA COSA E’ CAUSATO L’ECZEMA ATOPICO

Le cause della dermatite atopica non sono state ancora ben identificate nella loro globalità. Si conoscono alcune componenti del processo patogenetico che porta allo sviluppo della malattia. Tuttavia non è ancora chiaro come queste siano legate fra loro e quanto impattino singolarmente.

La dermatite atopica ha aspetti comuni con le allergie. La iper reattività del sistema immunitario e la presenza, nel sangue dei pazienti, di particolari anticorpi (le IgE), sembrano descrivere un processo allergico.

Ma questa malattia ha una patogenesi in parte anche genetica (testimoniata da mutazioni genetiche tipiche).

 

LA DERMATITE ATOPICA E’ UNA FORMA DI IPER SENSIBILITA’

Il quadro allergico e la presenza di alterazioni genetiche (che, a cascata, conducono alla formazione di un film idrolipidico anomalo) modificano lo stato della cute. E portano alla neutralizzazione della funzione epidermica di barriera. La conseguenza è una maggiore esposizione al rischio di aggressione da parte dei microorganismi verso il derma.

Per questa ragione la pelle dei soggetti atopici è tanto sensibile da soffrire persino il contatto con l’acqua o con sostanze che, in condizioni fisiologiche, sono assolutamente inoffensive.

 

COME SI CURA LA DERMATITE ATOPICA?

Per ripristinare la funzione protettiva della cute e ridurne la reattività, è necessario ricostituire un film idrolipidico il più possibile analogo a quello fisiologico. E mantenerlo.

A questo scopo, gli strumenti usati dai dermatologi sono molteplici, sia cosmetici sia farmacologici. Senza dimenticare lo stile di vita, che deve essere consapevole.

La dermatite atopica può impattare fortemente sulla qualità della vita. E il malessere psicologico scatenato dalla sintomatologia può peggiorarla. Per gestire la malattia in modo efficace, è indispensabile porre attenzione all’importanza del Benessere psicologico del paziente.

Come lo stile di vita impatta sulla Salute: leggi qui.

 

LE TERAPIE LOCALI DELLA DERMATITE ATOPICA

Si basano sull’utilizzo di:

  • creme idratanti leggere e non occlusive, che impediscano alla pelle di seccarsi e desquamarsi. Ottimi cosmetici a base di acidi grassi polinsaturi, simili a quelli che compongono la naturale barriera della pelle;
  • cortisonici: creme ad azione antinfiammatoria da applicare sulle zone arrossate e pruriginose. La terapia con i cortisonici richiede una prescrizione medica. In primo luogo perché può causare effetti collaterali anche importanti; in seconda battuta, perché la sua interruzione deve essere gestita in modo tale da evitare il peggioramento della sintomatologia (effetto rebound);
  • immunosoppressori: quelli prescritti sono il tacrolimus e il pimecrolimus. L’azione depressiva del sistema immunitario è utile se si vuole ridurre la reattività cutanea. Come si può ben immaginare, si tratta di farmaci che possono avere effetti collaterali pesanti. Dunque vanno assunti solo su prescrizione medica e la terapia deve essere costantemente monitorata. Il rischio principale è che l’uso continuo porti all’assottigliamento della pelle. Per questa ragione, il dermatologo prescrive cicli di assunzione alternati a periodi di sospensione.

 

LE TERAPIE SISTEMICHE

L’assunzione sistemica si distribuisce in tutto l’organismo e non resta confinata localmente (come con una crema convenzionale). E’ quindi una forma di terapia più potente.

Si basa sull’uso di:

  • immunosoppressori: quando l’intensità dei sintomi della dermatite atopica è tale da compromettere la qualità della vita del paziente, il medico prescrive immunosoppressori per bocca. Per questo scopo si usano la ciclosporina, il metotrexate e l’azatioprina;
  • probiotici: lo squilibrio nella composizione della popolazione batterica “amica” che colonizza il nostro intestino (il cosiddetto microbiota) può facilitare l’insorgenza della dermatite atopica. Ecco allora che l’assunzione di integratori di probiotici contribuisce al riequilibrio del mix. La conferma è arrivata da uno studio spagnolo i cui risultati sono stati pubblicati nel 2017. E confermano che i probiotici possono non solo ridurre l’intensità della sintomatologia. Nel lungo periodo, diminuiscono la dose di cortisonici necessari a tenerla sotto controllo.

Leggi il link allo studio spagnolo su probiotici ed eczema atopico.

Come il microbiota intestinale influenza il benessere psichico: leggi qui.

 

ULTERIORI TRATTAMENTI

In aggiunta alla terapia farmacologica (e all’uso di cosmetici specifici) è possibile ricorrere ad ulteriori trattamenti, quali:

  • fototerapia: il paziente atopico può, in certe condizioni, beneficiare dell’esposizione ai raggi ultravioletti. Naturalmente deve, ancora una volta, essere il medico a stabilirlo. In tal caso, la fototerapia può essere eseguita in ospedale: è richiesta, infatti, una speciale frequenza di radiazione;
  • trattamenti termali: finalmente un intervento terapeutico privo di effetti collaterali. La dermatite atopica migliora normalmente in seguito a immersioni in acque sulfuree tipiche di alcuni centri termali. Il contatto con l’idrogeno solforato (la molecola responsabile dell’odore intenso ed acre delle acque termali) aumenta la sintesi da parte della pelle di Interleuchina 10. Questo è uno dei nostri fattori antinfiammatori naturali.

 

AGIRE CONTRO LA DERMATITE ATOPICA DA PIU’ FRONTI

E’ importante ricordare che la dermatite atopica è una malattia le cui cause non sono ancora state identificate chiaramente. E la cui intensità risente fortemente dello stato emotivo del paziente.

Per poterne controllare la sintomatologia, è necessario agire su più fronti. E seguire il più possibile (e senza fanatismi, controproducenti perché ansiogeni) uno stile di vita equilibrato e sano. Il paziente deve essere attento alle esigenze del corpo.

La dermatite atopica rende la pelle iper sensibile: i soggetti atopici devono, dunque, utilizzare prodotti cosmetici privi di sostanze che possono irritare ulteriormente la pelle, aggredirla. Molecole che possono agire da ulteriori fattori di depauperamento del film idrolipidico. Per questa ragione è necessario evitare prodotti che contengano profumi, petrolati, conservanti.

Meglio soppiantare il classico sapone schiumogeno, preferendo oli da bagno privi di tensioattivi (le sostanze che generano la schiuma).