Dopo 25 anni di latenza terapeutica, una nuova speranza per le persone affette da Leucemia Mieloide Acuta: un farmaco innovativo, specifico per una delle forme più aggressive.

Sono stata alla presentazione del farmaco innovativo per il trattamento della Leucemia Mieloide Acuta.  Nel cuore di Milano, fra innovazione, tecnologia ed arte, si è parlato di pazienti. E della loro opportunità di ricevere trattamenti sempre più mirati.

La personalizzazione della medicina è un argomento piuttosto controverso: a tutt’oggi può essere applicata a pochi gruppi selezionati di malati. I freni sono economici, culturali e anche organizzativi. Ma è la speranza del futuro, un traguardo verso il quale non possiamo non guardare.

 

LA LEUCEMIA MIELOIDE E’ UN TUMORE DEL SANGUE

La Leucemia Mieloide è un tumore del sangue, che colpisce le cellule del midollo osseo che producono globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Il risultato è una loro proliferazione incontrollata. La conseguenza è una moltitudine di cellule del sangue, che tuttavia non riesce a differenziarsi e rimane immatura. Si tratta dei cosiddetti blasti, che non diventano mai cellule adulte e che pertanto non possono garantire le stesse funzioni delle cellule mature.

Nelle fasi della proliferazione indiscriminata, finiscono nel sangue e negli organi dove dovrebbero (fisiologicamente) acquisire le loro caratteristiche definitive, intasandoli. Parliamo della milza e dei linfonodi.

Nel sangue, possono essere usate per la diagnosi: la presenza di blasti è sempre un fattore sfavorevole. In sede diagnostica, inducono il medico a pensare ad un tumore del sangue.

 

UNA QUESTIONE DI TEMPO

I sintomi iniziali della LMA sono febbre, malessere importante, astenia (causata dall’anemia, a sua volta causata dalla riduzione del numero dei globuli rossi), emorragie (causate dalla carenza di piastrine).

Nella sua forma acuta (Leucemia Mieloide Acuta, LMA) può essere ad esordio ed evoluzione davvero rapidi. E’ impostante che la diagnosi sia tempestiva. Solo così è possibile istituire una terapia mirata, specifica per le caratteristiche della malattia.

 

LA LMA COLPISCE PAZIENTI GIA’ FRAGILI

Circa 350.000 persone al mondo sono affette da leucemie. Il 25% di queste soffrono di Leucemia Mieloide Acuta.

La LMA ha un’incidenza superiore nelle persone al di sopra dei 60 anni. Colpisce dunque una fascia di popolazione che verosimilmente soffre già di altre patologie (comorbidità) e per cui la chemioterapia aggressiva può essere controindicata.

La stessa biologia della malattia, la rende più difficile da curare.

 

LE CAUSE DELLA LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA

Le ragioni per le quali una persona può sviluppare la LMA sono:

  • mutazioni genetiche;
  • esposizione a sostanze cancerogene: il fumo e il contatto prolungato nel tempo con sostanze quali i derivati del benzene (solventi organici usati nell’industria chimica) aumentano il rischio di sviluppare un tumore del sangue;
  • età e genere: la LMA è più frequente nei maschi superiori ai 60 anni.

 

LA MUTAZIONE FLT3 E LA LEUCEMIA MIELOIDE

Il 30% dei casi di Leucemia Mieloide Acuta presenta una mutazione del gene FTL3. Com’è noto, ogni gene codifica per una proteina. Il codice genetico è una sorta di “libretto di istruzioni” che indica alla cellula le procedure per sintetizzare le proteine coinvolte nei suoi processi vitali.

Il gene FTL3 codifica per una proteina di membrana (presente cioè sulla superficie esterna della cellula). Nella fattispecie fornisce informazioni per la produzione di un recettore. Un recettore è una struttura che, legandosi ad una (più o meno) specifica molecola, attiva una serie di reazioni all’interno della cellula.

Il legame al recettore è responsabile dell’azione del farmaco: approfondimento.

La proteina FLT3 è coinvolta nella proliferazione cellulare, fenomeno a sua volta direttamente legato al tumore.

I risultati dello studio sull’uso della midostaurina nella LMA sono stati pubblicati su NEJM.

 

COME SI PERFEZIONA LA DIAGNOSI DELLA LMA

La Leucemia Mieloide Acuta viene diagnosticata con:

  1. esame del sangue: serve ad identificare numero e tipologia delle cellule del sangue, entrambi alterati in questa malattia;
  2. prelievo di sangue midollare: il sangue midollare viene aspirato dalle ossa che lo contengono (tipicamente la cresta iliaca del bacino o lo sterno) e serve ad identificare i blasti e a procedere con la caratterizzazione genetica;
  3. diagnostica molecolare: in caso di positività si cercano e si caratterizzano eventuali mutazioni genetiche presenti nelle cellule midollari.

 

LA TERAPIA TRADIZIONALE DELLA LEUCEMIA MIELOIDE ACUTA

Attualmente il trattamento comprende:

  • chemioterapia: aggressivaradicale, che distrugge le cellule del midollo alterate. Negli anni i farmaci sono diventati più selettivi. Quello odierni risparmiano molto più midollo sano rispetto a quelli del passato. Ma le ripercussioni sulle cellule sane sono un effetto collaterale da considerare;
  • trapianto di midollo osseo: nei casi in cui è necessario.

 

IL BERSAGLIO DEL NUOVO FARMACO

Dopo anni di sostanziale stasi, AIFA ha approvato un nuovo farmaco per la LMA, la midostaurina, in regime di rimborsabilità.

La midostaurina inibisce l’attività di FLT3, mutazione che (come abbiamo visto) riguarda il 30% dei pazienti. Questo rende il nuovo farmaco utile per trattare un numero importante di casi. Non solo nuovo: anche innovativo. Dai laboratori abbiamo infatti buone notizie sulla midostaurina:

  • è il primo farmaco approvato per LMA dopo 25 anni
  • è specifico per una tipologia di LMA particolarmente aggressiva
  • prolunga significativamente il periodo di sopravvivenza e riduce il rischio di morte del 23%.

FTL3 è promotrice della proliferazione cellulare e dunque sostenitrice della patogenesi del tumore. Somministrare la midostaurina significa limitare la capacità delle cellule di riprodursi. E, in seconda battuta, rallentare la progressione del tumore.

Il professor Giuseppe Rossi (direttore della Struttura Complessa di Ematologia e del Dip. Di Oncologia Clinica degli Spedali Civili di Brescia) spiega la particolarità del farmaco:

Oggi possiamo usufruire del primo farmaco che lavora specificamente solo sulle cellule leucemiche di questo tumore particolarmente aggressivo. Per questi pazienti la nuova terapia rappresenta il primo importante sviluppo nel trattamento dopo oltre 25 anni di latenza terapeutica.

 

UN FARMACO CHE APRE A NUOVE POSSIBILI APPROVAZIONI

L’azione della midostaurina si estende anche ad altre proteine dello stesso tipo di quella codificata da FLT3 (kinasi). Questo apre alla possibilità dell’approvazione del farmaco anche per altre indicazioni. Essendo le kinasi coinvolte nella genesi di altri tipi di tumore, è’ infatti ipotizzabile che agisca anche su alcuni questi.

 

UN NETWORK PER LA GESTIONE DEI DATI

Il data management in genetica è un’attività complessa. E indispensabile: l’istituzione di una terapia adeguata dipende dalla velocità con cui si raccolgono i dati genetici. Alle eventuali mutazioni presenti nelle cellule midollari dei pazienti, è legata la possibilità di somministrare l’uno o l’altro trattamento.

Per questa ragione è nato il network LabNet LMA, un progetto del Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto.

Sulla necessità di istituire una rete per la diagnostica molecolare il professor Felicetto Ferrara (Primario della Divisione di Ematologia del’Ospedale Cardarelli di Napoli) dichiara:

I pazienti affetti da LMA necessitano di essere seguiti presso una struttura ematologica specialistica con comprovata esperienza nella diagnosi e nella cura della malattia. Per questo è indispensabile che il centro assicuri un corretto inquadramento genetico-molecolare della LMA e che sia coinvolto negli studi clinici con farmaci innovativi.

 

TUMORI E BIG DATA

Il network LabNet e le sue ripercussioni positive nell’ambito della diagnostica genetico molecolare ribadiscono la centralità dei big data nella Medicina Personalizzata.

Certamente i dati della rete LabNet, tenuto conto delle opportune normative, potranno inserirsi in un ambito di tipo big data. Per il futuro, la rete svilupperà altre metodiche e molto probabilmente potrà essere ampliata ad altre patologie.