Carlo Vanzini e l’evoluzione dell’approccio al tumore al pancreas
Una breve riflessione sulla storia di Carlo Vanzini, tornato in questi giorni alle telecronache della Formula 1 dopo essersi sottoposto ad un trattamento farmacologico e chirurgico per il tumore al pancreas che gli era stato diagnosticato lo scorso anno. Una malattia che rimane fra le neoplasie più difficili da trattare.
Il rapidissimo avanzamento dell’innovazione per la salute, inteso non solo in termini di sviluppo di nuovi farmaci ma anche di disponibilità di strumenti diagnostici sempre più sofisticati, rende necessario mettere a punto di pari passo competenze adeguate. Questo è possibile solo creando Centri specializzati nei quali concentrare gli investimenti e verticalizzare la preparazione, aggregando multidisciplinarietà specifiche.
Vanzini è uno dei pazienti che hanno beneficiato dei risultati dello studio CASSANDRA, coordinato da Michele Reni, Primario UO Oncologia e Day Hospital Oncologico, Direttore del programma strategico di coordinamento clinico del Pancreas Center HSR e Docente associato di Oncologia Università Vita-Salute San Raffaele. Proprio presso il Pancreas Center HSR, centro di riferimento per la diagnosi e il trattamento delle malattie pancreatiche guidato da Massimo Falconi, Vanzini è stato operato da Stefano Crippa e, più in generale, trattato per la sua patologia.
Lo studio CASSANDRA è stato presentato all’ultimo ASCO e pubblicato lo scorso dicembre su The Lancet. Finalizzato al miglioramento dei risultati terapeutici nei pazienti candidati all’asportazione chirurgica di un adenocarcinoma duttale del pancreas, ha confrontato l’efficacia di due schemi chemioterapici somministrati prima dell’intervento. Cosa è emerso? Che i pazienti trattati con PAXG (combinazione di farmaci sviluppata presso l’Ospedale San Raffaele per i casi di tumore del pancreas metastatico o avanzato) hanno espresso una sopravvivenza libera da eventi sfavorevoli superiore rispetto a quelli sottoposti a mFOLFIRINOX, l’opzione standard. Il link alla pubblicazione è questo.
Non da ultimo, l’importanza di reperire e concentrare finanziamenti correttamente dimensionati: questa ricerca è stata interamente finanziata da Associazioni Pazienti.
