Quale comunicazione per il biotech
In veste di Senior Communication Advisor di NCNbio, ho partecipato il 9 dicembre 2026 insieme a Maria Luisa Nolli (CEO dell’azienda) all’evento di presentazione del Report Assobiotec “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend“, aperto dal Presidente Fabrizio Greco e animato da un ricco parterre di ospiti.
Al di là dei numeri, su cui è stata effettuata un’analisi precisa e puntuale da Chiara Sgarbossa e Francesca Parisi (Osservatori Digital Innovation POLIMI School of Management), mi hanno colpita i numerosi riferimenti all’importanza di una comunicazione più corretta, trasparente e mirata. Non solo per fare una volta per tutte uscire dall’ambiguità un settore che ormai conta su molte certezze e che è, esso stesso, una certezza per la società. Ma anche per valorizzare al massimo un asset anche al suo interno perchè, come ha sottolineato Claudia Brunori (ENEA), i biotecnologi si devono convincere del loro enorme potenziale.
Parlare di biotecnologie in modo efficace significa descriverne la complessità, senza volerla sminuire ma rendendo la narrazione inclusiva. Significa lasciare spazio alla creatività mantenendo come riferimento solido le evidenze scientifiche. Significa parlare di impresa come elemento imprescindibile del tessuto economico e sociale del Paese.
Perché, tanto più chi come noi si occupa di red biotech non deve dimenticarlo e Massimo Sideri lo ha ricordato nella sua introduzione, proprio la terapia genica è considerata una delle 4 conquiste storiche della Medicina.
