Il mal di gola è un’evenienza frequente nella stagione fredda e va trattato come sintomo: niente antibiotici, qualche rimedio.

La stagione dei malanni è ancora aperta. L’ondata virale di influenza e manifestazioni para-influenzali non accenna a placarsi.

E con essa uno dei sintomi principali di queste patologie, il mal di gola. Nei bambini piccoli, questo può costituire una spia di allarme che causa, nel timore di una tonsillite, il ricorso agli antibiotici. In tempi di resistenze batteriche in pericoloso (e vertiginoso) aumento, la decisione di somministrare una terapia antibiotica deve essere presa dopo più di una riflessione.

Normalmente, i genitori vengono spaventati dalla presenza delle placche nella gola del piccolo. Ma la convinzione che le placche siano il segno di un’infezione batterica è sbagliata. Possono, infatti, essere dovute ad un virus.

Proprio a causa della minaccia globale dei superbugs (i superbatteri che sfidano con successo le più potenti molecole antimicrobiche), molte istituzioni che operano nel mondo sanitario stanno rivedendo le lineeguida per la prescrizione di questi farmaci, che costituiscono una risorsa preziosa e fragile come mai prima d’ora. Il NICE, National Institute for Health and Care Excellence, sostanzialmente l’istituzione che si occupa di migliorare l’efficienza del Servizio Nazionale britannico, ha recentemente considerato il trattamento del mal di gola e in che modo l’andamento delle patologie che lo causano risente della somministrazione degli antibiotici.

Bene, le conclusioni sono sorprendenti. Gli studi condotti su questo argomento evidenziano come siano rare le complicanze quando non vengono assunti gli antimicrobici.

Le lineeguida stilate dal NICE descrivono il mal di gola come un sintomo che si autolimita, durando al massimo una settimana, e per il quale non è (in linea generale) necessario prendere antibiotici, anche quando la causa è un batterio (ed è questa la novità).

 

COSA POSSO FARE PER GESTIRE IL MAL DI GOLA

Il focus viene quindi spostato sulla gestione del sintomo tout court. La febbre, lo stato di raffreddamento spesso concomitante (che accentua la respirazione ma bocca aperta), possono facilmente produrre disidratazione della mucosa della gola. Per questo l’idratazione è molto importante. E lo è anche dal punto di vista della stessa febbre.

Bere molta acqua o tisane (dolcificate con miele), tè, latte ha effetto calmante del dolore perché aiuta a ridurre l’irritazione della mucose.

mal di gola

L’aerosol, contrariamente a quello che ci si può aspettare, non ha effetto sul dolore di gola, a meno che non sia accompagnato da una concomitante infiammazione bassa delle vie aeree (per esempio una bronchite). Le particelle nebulizzate, infatti, sono troppo piccole per fermarsi a livello della alte vie e si depositano solo più in basso.

I suffumigi con olii essenziali (in Farmacia e in Erboristeria vengono vendute formulazioni specifiche) possono aiutare, perché agiscono attraverso una sinergia fra vapore (che aumenta l’idratazione delle mucose) e azione balsamica.

L’olio essenziale di Eucalipto (2-3 gocce diluite in un bicchiere di acqua tiepida) può essere utilizzato per effettuare dei gargarismi.

Gli olii essenziali, lo ricordo, non sono, tuttavia, indicati per i più piccoli. Il rischio è che l’intensità delle essenze provochi loro una crisi di laringospasmo.

 

NON SOLO MICROBI

Alessandro Rossi, responsabile dell’Ufficio di presidenza della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), spiega:

Il mal di gola è dovuto ad un’infiammazione, causata da un’infezione da virus o batteri, ma anche da altri fattori che incidono sulle prime vie aeree, come l’inquinamento ambientale, le allergie o il fumo da sigaretta.

 

PERCHE’ QUANDO FA FREDDO CI AMMALIAMO DI PIU’

La permanenza, tipica della stagione invernale, in luoghi di lavoro e studio affollati senza ricambi frequenti di aria è una della ragioni principali per cui nella stagione fredda le malattie da raffreddamento sono più frequenti. L’atmosfera stagnante e il ricircolo di microorganismi aumentano il rischio di contagio.

Il freddo, inoltre, produce un abbassamento della temperatura superficiale del corpo, in particolare delle mucose delle vie aeree, che sono particolarmente esposte. Questo, secondo alcune osservazioni, può inibire le difese immunitarie. Tuttavia, si tratta di conclusioni non pienamente condivise.

 

IL MAL DI GOLA NON ARRIVA (QUASI) MAI DA SOLO

Uno dei sintomi che più frequentemente accompagnano il dolore di gola (oltre a raffreddore e febbre) è la raucedine. E’ dovuta all’infiammazione della laringe, l’organo responsabile dell’emissione della voce. Nei casi più gravi, si può avere afonia, la voce sparisce.

In questo caso, suffumigi e tisane sono di grande aiuto. In particolare, la Fitoterapia suggerisce l’utilizzo dell’Elicriso, che , in virtù delle sue proprietà protettive della gola, viene definito l’erba dei cantanti. In infuso o gargarismi (con gli stessi dosaggi dell’Eucalipto) è un ottimo rimedio quando la voce latita.

La tosse è un sintomo frequente, in caso di dolore alla gola, in particolare quando è secca. Di recente, i pediatri si sono espressi (per l’ennesima volta) contro gli sciroppi medicati contro la tosse. Ricordiamo, infatti, che la tosse è una manifestazione di difesa del corpo nei confronti di sostanze e microorganismi accidentalmente penetrati nell’apparato respiratorio. Serve ad espellere particelle estranee o muco e, pertanto, non deve essere soppressa.

Diverso è l’approccio agli sciroppi fitoterapici a base di miele e propoli o erbe officinali come la grindelia e l’elicriso, che non agiscono a livello centrale, ma hanno azione emolliente e disinfiammante sulla mucosa della gola, contribuendo a calmare la tosse in maniera indiretta.