Per tutelare i vaccini e difendere la salute pubblica da pericolose epidemie serve confronto ed apertura, ma non si può prescindere dalla fermezza. 

I giorni scorsi sono stati molto faticosi. La questione vaccini è pressante, si arricchisce di capitoli nuovi ogni giorno e non lascia tregua. L’attività di informazione condotta attraverso il blog ed i canali social richiede grande impegno, lucidità e studio: è una pesante responsabilità scrivere sulle questioni riguardanti la salute. E nelle settimane appena trascorse, di carne al fuoco ne è stata messa parecchia. Ma ieri il colpo di scena: la conferenza sui vaccini (ma sarebbe più preciso dire “contro” i vaccini) organizzata dal deputato Adriano Zaccagnini, ex Movimento 5 Stelle e ora scissionista del PD, in sala stampa a Montecitorio.

Per darvi un’idea del suo atteggiamento estremamente critico (e non sarebbe questo il problema) e impreciso (e qui cominciano i problemi) nei confronti dei vaccini, vi riporterò alcune delle sue affermazioni, ricavate da un’intervista rilasciata a Repubblica (ecco il link all’articolo).

Zaccagnini: “Non sono antivaccinista. Ho una posizione intermedia, sono per vaccinarsi in sicurezza”.

Esiste una posizione intermedia sui vaccini? E’ possibile riconoscere l’evidenza scientifica “in parte”?

Secondo punto: mi pare un tentativo di evidenziare una contrapposizione in materia di sicurezza. La sua affermazione presuppone che oggi non si vaccini tutelandola. Falso. Tutti i vaccini in uso in Italia hanno superato i test (lunghi e complessi) previsti per i farmaci. Oltre ad essere fra i farmaci più efficaci in assoluto. Oltre a non contenere metalli o altre sostanze dannose per la salute (come spesso, e a torto, affermato da molti sostenitori dell’antivaccinismo).

Zaccagnini: “AIFA non fa vigilanza sui vaccini, né attiva né passiva, dal 2014”.

L’Agenzia del Farmaco, per la verità, ha anzi rafforzato l’attività di farmacovigilanza e rende disponibili i dati a chi ne effettua richiesta.

Zaccagnini: “I vaccini non si dovrebbero somministrare ai bambini tutti insieme. Andrebbero spacchettati”.

Affermazione smentita completamente dall’immunologia. I neonati, in base a quest’assunto, soccomberebbero di fronte all’incredibile numero di germi cui sono esposti attraverso il semplice contatto con il seno materno o con le loro manine avvicinate alla bocca.

Zaccagnini: “Non si parla abbastanza del giro d’affari delle case farmaceutiche”.

Il giro d’affari delle case farmaceutiche piace e si presta a spiegare fenomeni di qualsiasi natura. No, ancora con il business di Big Pharma, ancora con le teorie complottiste che vogliono istituzioni sanitarie, autorità politiche, accademie, personale sanitario di qualsiasi ordine e grado, tutti coinvolti in un giro di corruzione a spese dei più deboli… Ditemi se vi pare verosimile controbattere evidenze scientifiche con luoghi comuni.

Ecco, leggere queste prese di posizione, assistere ad una polemica basata sul nulla, all’ennesimo scivolone della politica che si oppone ad acquisizioni scientifiche consolidate senza neppure informarsi correttamente, ha fatto precipitare il mio morale, già messo alla prova nei dibattiti delle giornate precedenti. La delusione e la frustrazione, come potrete capire, aumentavano con il moltiplicarsi delle pagine che i giornali dedicavano alla vicenda.

Così ho trascorso la serata incapace di scollare gli occhi da articoli e pubblicazioni sui vaccini, sugli antivaccinisti, sui politici che promuovono iniziative antiscientifiche, sulla completa mancanza di rispetto nei confronti dei dati, dei numeri, dei fatti, che vengono strattonati, deformati, presentati sotto false spoglie, ad uso e consumo dell’interesse economico e politico del momento.

Ma anche sull’informazione positiva, gli Stati che hanno saputo superare l’impasse. Che hanno trovato un sistema per gestire il dissenso, la disinformazione, la superficialità del credere di poter liquidare una vertenza tanto scottante con un paio di frasi fatte.

Poi, stanotte, un articolo di Stat News (che viene sempre in aiuto, qui vi indico il link per capire come, anche questa volta) ha migliorato il mio umore. L’esperienza virtuosa di uno stato americano, il Michigan, che ha superato una grave disaffezione nei confronti delle vaccinazioni, ha riacceso la mia speranza.

Solo tre anni fa il Michigan era al quarto posto nella classifica delle scoperture vaccinali della prima infanzia. Poi due epidemie, di pertosse e morbillo, hanno convinto le autorità a prendere in mano la situazione. L’obbligo vaccinale era già vigente, ma era possibile sottrarsene abbastanza facilmente. A quel punto, all’orizzonte degli esperti si profilavano due alternative: rafforzare l’obbligo (intensificando i controlli e privilegiando misure repressive) o agire modificando le procedure propedeutiche all’esonero.

La soluzione più istintiva e immediata era probabilmente quella di agire con metodi punitivi. Ma le autorità hanno coraggiosamente scelto di percorrere il sentiero più tortuoso e imprevedibile. Così hanno introdotto iniziative regolatorie che imponevano alle famiglie un colloquio con i dipartimenti sanitari locali per ottenere la dispensa alla vaccinazione della prole. In seguito all’implementazione delle nuove regole, le coperture vaccinali in Michigan (Stato repubblicano: il fattore politico non è trascurabile) sono aumentate significativamente, migliorando la media nazionale.

L’iniziativa ha avuto due effetti:

  • quello di rendere l’ottenimento dell’esonero più complesso. “Le ricerche mostrano che, rendendo scomoda la richiesta dell’esonero, meno persone vi aderiranno”, spiega Mark Largent, specialista di politiche sanitarie alla Michigan State University, che ha pubblicato in lungo e in largo sui vaccini. La misura mette alla prova le motivazioni dell’antivaccinismo;
  • quello di puntare su un confronto sincero e aperto delle famiglie con le autorità sanitarie, con esperti in grado di rispondere in maniera non ideologica alle loro domande, di dipanare i loro dubbi, fare luce nelle loro incertezze, nella confusione generata dalle mille versioni che i media (e la politica) propongono della questione.

Certo, i recenti, numerosi casi di morbillo hanno sottolineato la necessità di coperture anche negli adulti (e qui l’approccio dovrebbe essere adattato).

Questo modello, che prevede il confronto e l’apertura e non fornisce soluzioni nell’immediato, ma mantiene la fermezza delle istituzioni nella tutela della vaccinazione come presidio medico insostituibile e necessario (espressa dall’obbligo), potrebbe anche da noi rappresentare uno schema equilibrato e virtuoso? Chissà. Certo è che occorre che le istituzioni ritrovino compattezza, che si mostrino affiatate e unite nel difendere le acquisizioni scientifiche che hanno consentito all’uomo di superare spaventose epidemie e che, se messe seriamente in dubbio, non possono evitarci di ritornare  indietro.