Sulla contaminazione da Fipronil di uova e derivati è bene informare senza allarmismi: si tratta di un insetticida moderatamente tossico con cui veniamo spesso in contatto.

Nella seconda metà di Luglio, con una partenza in sordina, si è diffusa la questione della contaminazione da Fipronil nelle uova di numerosi Paesi della UE.

Il Fipronil (il suo nome chimico è fluocianobenpirazolo) è un insetticida attivo contro pulci, zanzare e zecche, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato come “moderatamente tossico” per l’uomo. Avverbio di modo e aggettivo sono virgolettati per usare la terminologia corretta.

Dal momento che questo prodotto è stabile anche alle alte temperature, la cottura (anche se completa) non elimina il problema.

Il Fipronil è vietato in tutta l’Unione Europea sugli animali da allevamento, ma, come dicevamo poco fa, non ha alti livelli di tossicità. E’ infatti presente in molti insetticidi che usiamo sugli animali da compagnia (cani, gatti) e che non causano alcun problema all’uomo.

L’Italia non è completamente autosufficiente nella produzione di uova. Nel 2016, a fronte di una produzione pari a quasi 13 miliardi, ne ha importati circa 160 milioni. Il nostro Paese importa anche prodotti preparati a partire dalle uova, come la mayonese, le creme per pasticceria e altri prodotti dolciari (biscotti, per esempio), per i quali vale lo stesso discorso.

Il 20 Luglio da una serie di allevamenti olandesi sono state diffuse milioni di uova contaminate. In concorso di colpa anche il Belgio, sul quale l’UE starebbe considerando la procedura di infrazione, per non avere segnalato tempestivamente il caso.

L’UE si è riunita il 30 Agosto a Bruxelles per fare il punto della situazione Fipronil e per stabilire riferimenti per una sua gestione più omogenea sul territorio, sia dal punto di vista delle notifiche degli allerta e delle procedure, che delle modalità di gestione degli animali negli allevamenti contaminati, che anche del monitoraggio. Ecco il link al Comunicato Stampa del Ministero della Salute. Per capire come affrontare situazioni simili che dovessero ripresentarsi in futuro, la Commissione Europea ha convocato per il 26 settembre una riunione con i massimi esperti del settore.

Ad oggi non risulta nessun intossicato dopo ingestione di uova contaminate dal Fipronil. La sfortunata evenienza può avvenire solo nel caso in cui l’uso di prodotti che lo contengono (uova e i derivati di cui sopra) si protraesse per una settimana/dieci giorni. In quel caso gli effetti riguarderebbero principalmente il sistema nervoso e si manifesterebbero sottoforma di tremori, sonnolenza e ridotta reattività. Nei casi più gravi si possono verificare convulsioni o disturbi agli organi che devono detossificare il sangue dall’insetticida, i reni.

Va detto che, poiché il Fipronil è un insetticida che ha un’azione ritardata, gli effetti possono comparire anche non immediatamente dopo l’esposizione. In tutti i casi, si tratta sempre di sintomi reversibili.

In Italia, ad oggi, si registrano 32 segnalazioni e 3 richiami per presenza di Fipronil in eccesso in uova o prodotti derivati, da parte del Ministero della Salute (leggete qui l’aggiornamento). Perché uso l’espressione “in eccesso”? Perché esiste una dose massima accettata nei Paesi UE, che corrisponde a 0,005 mg ogni chilogrammo di uovo. Tanto per darvi un’idea le uova olandesi, quelle più contaminate, ne contenevano 0,72 mg per kg.

I reati ipotizzati sono quelli di Adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e Detenzione di alimenti tossici per l’uomo. In Italia i primi casi sono stati registrati alla fine di Agosto nelle Marche e nel Lazio, dove sono stati trovati positivi due campioni su 114. La presenza di insetticida è stata quantificata in 0,72 mg per kg di uovo.

I carabinieri del NAS stanno elaborando ipotesi sull’origine del Fipronil rintracciato nelle uova. La prima riguarderebbe la sua presenza accidentale in relazione all’attività di disinfestazione del terreno svolta in assenza degli animali. La seconda, ben più grave, riguarderebbe invece la presenza illegale della sostanza nei mangimi destinati agli allevamenti. Gli esperti del NAS hanno seguito i flussi dei prodotti contaminati dal Paese di provenienza in tutta l’UE e hanno partecipato alle fasi di campionamento disposte dal Ministero. Dalle prime indagini svolte in ambito comunitario, sembrerebbe essere più probabile la seconda ipotesi: un’azienda belga di insetticidi avrebbe diffuso una partita di prodotto (il Dega-16) contaminata con fipronil (non dichiarato in etichetta) allo scopo di aumentarne l’efficacia.

Concludo con la dichiarazione saggia ed equilibrata di un esperto di Farmacologia. Quello del Fipronil è un “rischio basso, per il quale non serve fare drammi”, commenta il professor Silvio Garattini, farmacologo e fondatore dell’Istituto di Scienze Farmacologiche Mario Negri di Milano. Il quale, tuttavia, aggiunge che sarebbe interessante capire in quale misura la sua tossicità può aumentare in sinergia con gli altri insetticidi e inquinanti ai quali siamo esposti.

Su questo, ci riaggiorniamo.