Se sei convinta/o che il fitness faccia stare bene, ma comunque non riesci a fare esercizio fisico con regolarità, ti dò qualche soluzione per trovare la motivazione.

L’accesso esteso all’informazione, a tutti i livelli, da quello professionale a quello diretto ai lettori occasionali, garantisce a tutti coloro che ne abbiano interesse, la possibilità di conoscere.

Questo significa che tutti noi, ormai, sappiamo cosa ci fa bene e cosa è male per il nostro organismo, in linea generale. Naturalmente, l’ulteriore approfondimento delle singole questioni riguardanti la Salute ed il Benessere è, invece, materia di studio e dibattito. Nei dettagli le certezze non sono tanto ferree e il contraddittorio ferve.

Positivo, perché significa che le nostre conoscenze sono in evoluzione e messe alla prova dal dubbio. La loro conferma è pertanto sinonimo di affidabilità.

Tuttavia, per sommi capi, ognuno di noi ha, mediamente, accesso ad un bagaglio di conoscenze attraverso stampa, social media e TV che dovrebbe potergli consentire di gestire la propria vita secondo uno stile piuttosto salutare.

Ma la conoscenza non si traduce direttamente e completamente in azione.

Se non so, non posso scegliere in maniera lucida e il successo delle mie decisioni sarà legato al caso. Ma se so, non è detto che decida in maniera sempre opportuna.

Facciamo un esempio pratico. Sappiamo che l’esercizio fisico è fondamentale per la Salute del corpo, a tutte le età. Tuttavia, secondo dati ISTAT, sopravvive una percentuale ancora molto alta di sedentari, in particolare fra i giovani e in particolare nelle regioni del Sud Italia.

Fare sport dovrebbe essere un must. E invece l’attività fisica viene spesso snobbata, anche quando l’obiettivo della forma fisica è sentito. Siamo esseri complessi e, spesso, sono tortuosi i percorsi che portano dalla cognizione al comportamento.

Se sei certo che aggiungere un po’ di fitness alla tua vita sia ciò che vuoi, prova a semplificare: individua le ragioni che rappresentano per te un blocco e prova a trovare una soluzione. Ti dò una mano.

 

IL “SACRIFICIO” NON FA PER TE 

L’associazione mentale fra esercizio fisico e sacrificio induce all’abbandono della pratica, allontana dalla possibilità di usufruire, con benefici enormi per la propria Salute, dei risultati che lo sport può garantire. Infilandoci nel tunnel del sacrificio, siamo indotti a vedere il nostro impegno nel fitness come una prova etica e morale, perché il termine stesso gli attribuisce una connotazione che va al di là della natura di ciò che stiamo facendo.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta nell’ultimo libro di Massimo Recalcati. Il titolo mi ha colpita perché condivido il medesimo pensiero. Leggendolo, ho capito quanto ci danneggia osservare le nostre azioni attraverso la lente della morale quando si tratta di questioni completamente avulse dagli aspetti etici della vita.

Se ti accusi (o ti senti accusato da chi ti circonda) di non essere abbastanza maturo per i “sacrifici” imposti dalla pratica sportiva, Contro il Sacrificio può aiutarti a liberarti dal senso di colpa e ad affrontare gli aspetti della vita che non hanno implicazioni etiche per quello che sono: azioni, che possiamo scegliere o meno di compiere. Il libro di Recalcati è un utile supporto per restituire motivazione a chi non si sente “all’altezza” dal punto di vista morale, perché insegna a concentrarsi sui propri desideri e a trasformarli in obiettivi. Se sento dentro il desiderio di avere una forma fisica migliore, di avere una muscolatura tonica, allora ho la necessità di fare esercizio fisico senza obblighi o imposizioni (che non significa senza disciplina).

 

Fare sport significa fare sport. Punto.

L’etica, caso mai, è utile quando si definiscono le regole della pratica agonistica, in tutti quegli ambiti in cui si parla di sana competitività, di rinuncia all’utilizzo di sostanze dopanti, di lealtà nei confronti dell’avversario.

La motivazione è strettamente legata alla libertà della scelta: non delegare ad altri la tua scelta, ma accetta un eventuale consiglio medico, che può costituire un vero e proprio valore aggiunto.

 

LA PIGRIZIA TI INCATENA AL DIVANO

Se il tuo freno è la pigrizia, scegli sport di squadra o attività che è possibile compiere in gruppo, come la corsa e il ciclismo. In questo modo, aggiungerai ai tuoi obiettivi personali quelli del team. Condividere la fatica, gli sforzi per il miglioramento e anche i successi sarà per te un traino nei momenti in cui il divano diventa un richiamo irresistibile.

WEARABLE

 

SEI TROPPO VECCHIA/O PER…

A parte il fatto che “vecchio” è un termine relativo e, molto spesso, più uno stato d’animo che non un dato di fatto, ricorda che esistono sport per ogni periodo della vita.

Quando l’età avanza, il ballo può essere un supporto molto utile, perché aiuta a controllare il peso, rallenta la progressione delle manifestazioni motorie nelle persone che soffrono di patologie neurodegenerative (come il Parkinson) e sostiene nell’accettazione del proprio corpo in fasi drammatiche della vita come quelle della chemioterapia per la cura del tumore.

 

LO SPORT E’ TROPPO PER TE

Se l’idea di praticare sport ti spaventa perché ti appare come qualcosa di troppo impegnativo, il segreto è frazionare. Fai piccoli passi, ma con regolarità: fissa obiettivi quotidiani che ti accompagnino dolcemente e senza strappi nell’attività fisica. Se vuoi correre, inizia con camminate veloci via via sempre più lunghe, per poi passare a corsette leggere. Man mano che il tuo fisico sarà allenato, potrai aumentare il ritmo ed il numero di chilometri.

Nel tuo caso, ciò su cui tu ti devi concentrare non è tanto l’entità del risultato, quanto la frequenza dell’attività, che deve essere costante.

 

TI ANNOI FACILMENTE

Se perdi la motivazione dopo due sessioni di sport, perché non ami la ripetitività e hai smesso di essere abitudinaria/o dall’età di sei anni, evita di iscriverti a corsi che ti impegnino nel lungo termine e cerca di alternare la pratica sportiva.

L’eterogeneità dell’attività fisica è un valore aggiunto, perché consente di allenare tutta la muscolatura. Dedicati a sessioni sempre diverse, optando per sport non impegnativi in termini di attrezzatura, come la corsa ed il nuoto libero nella piscina vicina a casa.

Ricorda che fare fitness all’aria aperta vivacizza la pratica e riduce il rischio di noia.

Se ami la musica, puoi ascoltare la tua hit list preferita durante lo sport. In questo caso è fondamentale la scelta delle canzoni, che è estremamente soggettiva. Sembrerà strano, ma, quando corro, ho un ritmo così blando che il mio sottofondo ideale (l’ho trovato dopo un’attenta ricerca) è quello dei Gun’s’Roses in Since I don’t have you. Per un runner propriamente detto questa canzone metterebbe a rischio la performance.

 

FATICHI A TROVARE LA MOTIVAZIONE

Se per te non è semplice individuare la motivazione efficace, prova a fissare degli obiettivi per il tuo fitness. Devono essere chiari, espressi da numeri (e non generiche affermazioni, tipo “recuperare la forma”), accompagnati da scadenze precise e compatibili con la realtà. Il sistema della ricompensa funziona, ma solo a patto che sia coerente con i tuoi sforzi.

Dopo avere raggiunto un obiettivo a breve termine, concediti un massaggio decontratturante o un linfodrenaggio. O l’acquisto di una app di supporto all’attività fisica che stai svolgendo. Qualcosa, insomma, che rinforzi la tua motivazione e che alimenti il circolo virtuoso del Benessere.

WELLNESS PLANNING PIC

 

SOFFRI DI DISTURBI CRONICI

Se hai malattie croniche, come l’asma, l’artrite reumatoide, le patologie cardiache, non devi rinunciare all’esercizio fisico. Consulta il tuo medico per trovare quello più adatto a te.