Gli scenari della Sanità stanno rapidamente cambiando: a Inventing For Life i massimi esperti del mondo della Salute si confrontano. L’innovazione non basta: tutelare gli aspetti etici è fondamentale.
Nella suggestiva cornice dell’Auditorium Confindustria, in una Roma dove già si respira l’estate, il 14 marzo si è svolto il Summit Inventing for Life patrocinato da MSD. Un parterre de roi, con esperti rappresentanti di istituzioni, Sanità pubblica, industria ed università, si è confrontato sui temi al centro del palcoscenico della Salute oggi.
Quando si parla di farmaci, è facile scivolare nella spersonalizzazione, nella carrellata di grafici e diagrammi, perfetti nella loro realizzazione, ma poco adatti, se presi da soli, a rappresentare un fenomeno così impattante come una malattia. Le patologie entrano nelle vite delle persone e ne scardinano gli equilibri, le stravolgono e travolgono. Occorre usare una comunicazione più empatica. In questo senso la frase con cui Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD, apre le tavole rotonde di Inventing for Life è quanto mai opportuna:
Vogliamo fare la differenza nella vita delle Persone
Perché se hai epatite C e, oggi, a differenza di quanto accadeva fino a poco tempo fa, puoi curarti, allora la tua vita cambia. E cambia davvero. Il significato del concetto di innovazione, cioè di qualcosa che modifica il corso degli eventi, non è solo individuale (il che non sarebbe comunque poco) ma anche collettivo, perché si tratta spesso, come nel caso di epatite C, di patologie che rappresentano emergenze di Salute pubblica.
Un’indagine quantitativa dell’Istituto Piepoli indica che la priorità di salute pubblica più allarmante per i cittadini, quella in cui ritengono si debba investire di più, è il tumore, che raggiunge il 72% nel campione, distanziando nettamente la seconda voce, le patologie cardiovascolari, posizionata al 18%.
Il tumore, sempre secondo l’indagine, è la patologia che allo Stato costa di più. Ma le uscite dello Stato per la gestione di cronicità come il diabete sono di molto superiori, a causa dell’ampia diffusione che, peraltro, non accenna a rallentare. Il diabete costa complessivamente 20 miliardi l’anno.
L’opinione degli intervistati è coerente con il fatto che la patologia tumorale continua ad essere vista come il nemico numero uno. Tuttavia, minacce incombenti come le resistenze batteriche non sono realmente percepite come tali. Il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità preveda, entro il 2050, 10 milioni di vittime all’anno a causa dei superbatteri, non è avvertito come un pericolo degno di maggiori investimenti.
INVENTING FOR LIFE
Investire in ricerca e sviluppo è lo strumento principale se si vuole fare fronte alle priorità di Sanità pubblica.
Tuttavia, dispiegare risorse economiche è una condizione necessaria ma non sufficiente. In Italia disponiamo del Servizio Sanitario migliore al mondo, un modello invidiato all’estero. Un paradigma che oggi, a causa dell’innalzamento percentuale della quota di popolazione anziana, delle minacce globali incombenti (ad esempio le resistenze batteriche) e dei costi importanti dei farmaci innovativi, rischia di collassare. Occorre mettere in atto una serie di misure per dargli ossigeno e aumentare la sostenibilità della spesa sanitaria.
Se pensiamo che investire denaro in ricerca e sviluppo sia sufficiente, dimentichiamo che in Italia (e non solo) esiste un problema grave che coinvolge le coperture vaccinali. Molte persone si oppongono all’obbligo vaccinale nonostante la procedura di immunizzazione sia gratuita e nonostante la vaccinazione protegga anche da alcune forme tumorali.
inventing for life
Roberto Burioni (qui in posa a Inventing for Life per WELLNESS4GOOD) che conosciamo da sempre come immunologo di fama, è anche un influencer di successo. Nella lotta senza quartiere contro l’ignoranza che vorrebbe screditare un presidio insostituibile come la vaccinazione, sottolinea l’importanza della comunicazione:
Non basta fornire informazioni, occorre fornirle in maniera convincente
 Il valore aggiunto della comunicazione in un settore delicato come quello della Sanità, è strategico, perché il messaggio non arriva al pubblico se non è veicolato nella maniera corretta e attraverso il giusto medium.
E in un sistema Paese che vede una Sanità sempre più frammentata e disomogenea, anche l’uguaglianza dei cittadini nell’accesso alle cure diventa un’utopia.
Il Presidente AIFA Stefano Vella ricorda che non dobbiamo pensare che esistano solo disparità fra Paesi avanzati e Paesi poveri. L’equità è messa a dura prova anche nell’ambito dei singoli Paesi. Le difficoltà che molti cittadini incontrano non sono solo in conflitto con gli articoli della Costituzione: riducono significativamente l’aspettativa di vita di coloro più svantaggiati.
La Medicina di Precisione è la nuova frontiera della scienza medica. I breakthrough ottenuti nella ricerca genetica e l’innovazione tecnologica nel settore dei Big Data, rendono possibile personalizzare le terapie, spostandoci sempre di più dal concetto di “Paziente” a quello di “Persona”. Nonostante l’importanza dell’innovazione sia condivisa anche dagli utenti, solo il 48% della popolazione sarebbe disposta ad autorizzare l’uso dei propri dati al sistema sanitario per creare nuovi servizi di sanità personalizzata.
Le statistiche parlano molto chiaro: il 54% dei cittadini intervistati ritiene che, in sede di elaborazione delle politiche sanitarie, l’opinione dei pazienti non sia adeguatamente ascoltata. E meno del 10& ritiene che la Sanità sia distribuita in modo omogeneo sul territorio nazionale. E’ evidente, quindi, che gli obiettivi strategici di tutela della Salute Pubblica, sostenibilità, gestione delle cronicità e implementazione dell’innovazione tecnologica, non possono essere raggiunti con successo senza mettere il paziente al centro.