Nell’innovazione tecnologica la comunicazione è strategica: i cittadini vogliono essere coinvolti nei suoi straordinari progressi.

In Italia il settore life science ha attualmente grandi opportunità per acquisire leadership. Anche grazie a progetti ambiziosi come il polo scientifico Human Technopole (HT) e ad ambizioni impegnative come lo spostamento dell’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) a Milano (sulla quale ancora non è stata scritta la parola “fine”), le prospettive dell’Italia sono entusiasmanti.

Ma vediamo nel dettaglio l’istantanea dello stato di entrambi i lavori.

Per quanto riguarda HT il progetto è avviato e l’obiettivo è quello di rispettare le scadenze temporali. Il Presidente del Comitato di Coordinamento Stefano Paleari ha ricevuto a Novembre 2016 il mandato di 24 mesi per accompagnare la fase di startup del soggetto giuridico che governerà il Polo. A Marzo 2017 è stato approvato il Masterplan.

I punti di forza italiani nel settore sono numerosi e di un certo peso: le competenze nel settore, la leadership, le eccellenze nella Sanità pubblica e privata, nella medicina e nella ricerca, nella produzione e nell’esportazione.

Come sottolinea il Presidente di Assobiotec Riccardo Palmisano:

Quest’area investe ogni anno 7 miliardi in ricerca e sviluppo ed è la prima, in Italia, per numero di brevetti, start up innovative e imprese biotech

L’Italia è uno dei cinque Paesi fondatori dell’Agenzia del farmaco europea, il secondo paese europeo per produzione farmaceutica (dopo la Germania) e sono italiane tre delle sei “terapie avanzate” (genica, cellulare e rigenerativa).

L’avvento di farmaci innovativi che rivoluzionano il modo di vedere e vivere molte malattie, i successi raggiunti nel settore farmaceutico e le importanti sfide del futuro, entusiasmano e, per la loro valenza personale e collettiva, stimolano gli approfondimenti.

Nell’innovazione tecnologica la comunicazione è quindi strategica. Grazie all’appeal garantito delle acquisizioni  più recenti e al suo continuo sviluppo, i pazienti e, più in generale, i cittadini, vogliono informarsi sempre di più e partecipare, per essere coinvolti negli straordinari progressi di una scienza (anzi, più scienze, le life sciences) i cui successi si possono tradurre nel rallentamento dell’invecchiamento cellulare e, di conseguenza, in una soluzione a malattie quali il tumore e le patologie neurodegenerative.

Come sostiene Diana Bracco, Presidente del Cluster nazionale Alisei per le Scienze della Vita uno degli obiettivi della comunicazione sul life science è quello di

Veicolare il messaggio che lo sviluppo del Paese si fonda sull’innovazione.

(Post aggiornato il 12 febbraio 2018)