Il breakthrough dell’attualità nei nuovi Lea: innovazione e sicurezza i mantra.

Via libera in Conferenza Stato-Regioni al Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale 2017-2019. Manca ancora il visto della Corte dei Conti e la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevista per fine mese. Il Piano sarà parte dei nuovi Lea, l’elenco delle prestazioni sanitarie offerte dal Servizio Sanitario Nazionale, quelle considerate tanto essenziali da rappresentare lo standard minimo di offerta.

Pensate che i Lea non venivano aggiornati dal 2001, nonostante, nel frattempo, la velocità del progresso scientifico e tecnologico abbia portato all’ottenimento di un importante numero di strumenti nuovi e molte questioni di interesse sanitario abbiano subito un’evoluzione drammatica. Questo lo rende un passaggio storico. Lo Stato ha finalmente recepito che il mondo è cambiato, anche in Italia, che il nostro modo di curarci è diverso e che, conseguentemente lo sono le priorità: molte prestazioni sono obsolete ed altre sono invece diventate imprescindibili. Ciò che il Servizio Sanitario ha offerto finora era incoerente rispetto agli strumenti messi a disposizione dall’innovazione nelle attività di ricerca e sviluppo ed alle nuove esigenze della popolazione.

Ciò che rende ancora più interessante il progetto è che il Ministero ha reso i Lea un sistema in grado di evolvere, per adattarsi ai cambiamenti continui che scienza e tecnologia mettono a disposizione. Ha infatti costituito una Commissione che si occuperà del loro aggiornamento continuo. La cifra stanziata per i nuovi Lea è di 800 milioni, circa 132 milioni l’impatto dei vaccini.

Due erano le perplessità delle Regioni a questo riguardo. Al primo posto il tema delle coperture finanziarie. Non tutte le regioni potranno rendere immediatamente fruibile l’offerta vaccinale completa. A questo proposito il Governo ipotizza l’istituzione di un Fondo Nazionale per i vaccini che dovrebbe intervenire laddove ci fosse una defaillance regionale. Al secondo le difficoltà organizzative delle singole ASL. Per questo il Ministero ha concesso gradualità nell’implementazione del nuovo calendario.

Gli obiettivi generali del Piano Vaccini sono quelli di armonizzazione della strategia vaccinale e di ampliamento dell’offerta gratuita. Dando la possibilità a tutti i cittadini di sottoporsi a vaccinazione nelle medesime condizioni, sto di fatto garantendo un maggiore livello di sicurezza al Paese. Dal 2013, infatti, le coperture da noi sono in calo: questo significa che stiamo scoprendo il fianco, che rischiamo la formazione di importanti focolai epidemici e addirittura la ricomparsa di malattie che davamo per eliminate dal territorio italiano.

Gli obiettivi più specifici accolgono quelli mondiali stilati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

  • la polio è una patologia debellata dal nostro Paese e tale deve rimanere
  • dobbiamo eradicare morbillo e rosolia
  • occorre mantenere e aggiornare le coperture speciali per le categorie a rischio
  • dobbiamo assolutamente aumentare le coperture: per questo il Ministero ha previsto campagne di informazione e di diffusione della cultura vaccinale e favorisce la ricerca indipendente sui vaccini
  • gli operatori sanitari non sono solo tenuti a favorire l’adesione all’offerta vaccinale ma verranno sanzionati qualora dovessero dissuaderla. Per loro è prevista una formazione continua in vaccinologia
  • sono stati aggiornati i criteri per l’indennizzo di coloro che dovessero essere danneggiati dalla vaccinazione, che ricordiamo essere una procedura medica e come tale non esente dal rischio di reazioni avverse
  • è necessario raggiungere anche le comunità marginalizzate
  • l’uniformità delle coperture sul territorio non si può realizzare senza il completamento della digitalizzazione delle anagrafe vaccinali e la costituzione di un’Anagrafe Nazionale.

I vaccini saranno tutti gratuiti (anche quelli facoltativi), non tout-court ma in maniera logica, cioè secondo il calendario, in base all’età ed alle categorie a rischio.

Come ha ricordato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “I vaccini non sono da considerarsi una cura, ma attengono alla prevenzione collettiva della popolazione”. Considerazione importante, perché è stimato che l’attività preventiva ottenuta attraverso le vaccinazioni consentirà allo Stato di risparmiare in totale 200 milioni. Tale sarebbe la cifra che spenderemmo se dovessimo trattare le patologie coperte dall’immunizzazione.

Consideriamo le altre novità del Piano in funzione della fascia di età:

  • anti-Meningococco B, anti-Rotavirus (ricordiamo che il Rotavirus è uno dei principali responsabili delle gastroenteriti infettive che possono determinare nei bambini l’ospedalizzazione per gravi forme di disidratazione) e anti-varicella nei piccoli
  • anti-Papilloma virus per i maschi undicenni
  • anti-Meningococco tetravalente (A, C, Y, W13) e richiamo anti-polio negli adolescenti
  • anti-Pneumococco e anti-Herpes zoster (il virus che nell’anziano è responsabile del Fuoco di Sant’Antonio) negli over 65.

Il Piano Vaccini, per quanto fondamentale, non è che una parte dei Lea (un allegato, fra l’altro). Molte sono le altre novità fra le prestazioni offerte dal Servizio Sanitario.

A cominciare dalla genetica, per la quale è stato previsto un rinnovamento radicale, che recepisce gli enormi passi avanti (leggi al link) fatti nel settore negli ultimi anni, con la messa a punto di tecniche diagnostiche che hanno rivoluzionato la medicina. Inserita nei Lea la consulenza genetica e gli importantissimi screening neonatali per la diagnosi di molte malattie genetiche.

In oncologia aggiunte procedure terapeutiche innovative come l’adroterapia e la radioterapia stereotassica).

Inserite tutte le metodiche di procreazione assistita (PMA) compresa l’eterologa (prima offerta solo da alcune regioni). Per quanto riguarda l’autismo sono stati riconosciuti numerosi trattamenti e percorsi diagnostici. Miglioramenti anche sul fronte malattie rare, invalidanti o croniche, di cui è stato aggiornato l’elenco: si stima che 300.000 nuovi pazienti vi verranno inclusi. Interessante l’inserimento di procedure diagnostiche particolari quali l’enteroscopia con microcamera ingeribile. Novità per le protesi e per le carrozzine speciali per le disabilità.

(Credits “L’Economico”)