Le recenti osservazioni sull’intestino ci aprono nuove prospettive da cui osservare non solo il colon irritabile, ma anche la patologia psichiatrica.

La sindrome del colon irritabile è un disturbo fisico che affligge il 15% circa della popolazione. La fascia più colpita è quella femminile, in particolare fra i 20 e i 50 anni. Dicevamo, un disturbo fisico: tuttavia, il colon irritabile coinvolge ben più del solo organo direttamente interessato. E ha ripercussioni psichiche importanti.

 

COLON IRRITABILE: DOVE SI LOCALIZZA IL DOLORE

La sindrome del colon irritabile è un disturbo funzionale, cronico e ricorrente.

Nei testi e nelle numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative a riguardo, non viene descritta come una vera e propria malattia. Più come una condizione patologica: non presenta infatti segni caratteristici e distintivi, rilevabili in sede diagnostica. Per questo il colon irritabile è un disturbo funzionale.

La sindrome del colon irritabile impatta in maniera rilevante sulla vita delle persone che ne soffrono.

Un attacco comporta:

  • dolore addominalespesso in forma di crampi
  • gonfiore addominale
  • irregolarità intestinale: con alternanza di dissenteria e stitichezza
  • difficoltà di digestione
  • nausea.

Il fatto che si ripresenti ciclicamente, rende conto della sua caratteristica di ricorrenza sopra citata.

 

SINDROME DEL COLON IRRITABILE: COME SI DIAGNOSTICA

Come se non fossero sufficienti i sintomi locali, possono essere presenti anche manifestazioni apparentemente indipendenti rispetto alle funzioni digestive:

  • cefalea
  • lombalgia
  • dolori di tipo urologico
  • tensione dolorosa a carico dell’articolazione temporo-mandibolare
  • insonnia
  • debolezza cronica
  • dolore pelvico cronico
  • stanchezza.

Sintomi che, talora, confondono circa l’esatta localizzazione del problema, rendendo difficile la diagnosi. Il colon irritabile viene diagnosticato infatti, più attraverso il colloquio con il paziente che con esami.

Nel 2016 sono stati formulati dei criteri chiari che supportano il gastroenterologo nella diagnosi di colon irritabile. La diagnosi viene emessa se sono presenti entrambe queste condizioni:

  • dolore addominale ricorrente negli ultimi 3-6 mesi
  • alterazioni nelle abitudini di evacuazione (stipsi o diarrea).

Occorre anche fare una diagnosi differenziale se ci sono manifestazioni patologiche concomitanti quali la presenza di masse addominali o di sangue nelle feci. In questi casi, potrebbe trattarsi di patologie diverse, che richiedono accertamenti.

 

COLON IRRITABILE: IL RUOLO DELL’ANSIA

Non è raro osservare che il colon irritabile si manifesti in concomitanza con altri disturbi della sfera digestiva. Ad esempio la malattia da reflusso gastro-esofageo, la dispepsia funzionale e la malattia celiaca.

Chiunque ne abbia sperimentato le crisi, può confermare che le ripercussioni dei malesseri psichici sull’equilibrio del proprio intestino sono rapide e frequenti.

Le ripercussioni sull’emotività innescano circoli viziosi, agendo in maniera scatenante sui sintomi digestivi. I quali, intensificando il disagio, peggiorano, a loro volta, l’umore.

Come testimoniano numerosi studi clinici a riguardo, le implicazioni emotive della sindrome del colon irritabile possono essere interpretate sia come cause che come conseguenze.

 

LA COMUNICAZIONE FITTA FRA CORPO E MENTE

Per capirci meglio, apro una piccola parentesi sulle connessioni che mettono il cervello in relazione con l’intestino.

A livello intestinale, infatti, sono presenti fibre nervose che hanno origine embrionale comune con quelle del sistema nervoso centrale (cervello e midollo spinale). Essendosi formate a partire dalle medesime cellule, hanno anche affinità anatomica e funzionale.

Le ricerche confermano che la comunicazione fra i due sistemi è molto fitta. Le informazioni processate dalla nostra sfera emozionale giungono velocemente alla parete intestinale. Ne modificando la motilità, anche in condizioni normali, anche quando non ce ne accorgiamo perché non scatenano sintomi percepibili.

Nelle persone affette da colon irritabile le terminazioni nervose sono più sensibili e reattive. L’intestino è così più stimolabile del normale nei confronti di eventi o sostanze normalmente innocui. Per questa ragione il colon irritabile è anche definito disturbo dell’asse cerebro-intestinale.

Leggi l’approfondimento sull’ansia.

 

PERCHE’ IL COLON SI INFIAMMA

L’iperreattività (da cui l’aggettivo irritabile) non si verifica solo a seguito di fenomeni emotivi, ma anche nei confronti di numerosi altri fattori, come cibi, bevande o manifestazioni fisiologiche come il ciclo mestruale.

In alcune donne che presentano particolare predisposizione, anche variazioni analiticamente impercettibili dell’assetto ormonale possono scatenare una crisi.

La diretta correlazione fra equilibrio emotivo e sintomi intestinali è tanto fitta che talvolta la somministrazione di psicofarmaci in alcune forme di colon irritabile attenua i sintomi della crisi. In particolare, gli antidepressivi SSRI (conoscerete il suo più famoso rappresentante, il Prozac), possono in ceri casi ripristinare la corretta funzionalità delle fibre nervose.

Qualche notizia utile sulla depressione: la Psicologia Positiva.

Questo ci conferma che la serotonina è il mediatore più coinvolto nella comunicazione lungo l’asse cervellointestino. Non a caso la serotonina è anche nota come l’ormone della felicità

 

COME SI CURA IL COLON IRRITABILE

Finora non abbiamo parlato di cause, ma di fattori scatenanti. Lo stress è il fattore scatenante più frequente.

Nei casi in cui ansia o depressione abbiano un impatto importante sulla terapia, certamente i farmaci per trattarle possono essere utili. Anche per controllare il colon irritabile.

In generale, la terapia del colon irritabile comprende:

  • impostazione di uno stile di vita corretto, eliminando fumo e alcol
  • alimentazione bilanciata non troppo ricca di fibre (che irritano la parete dell’intestino)
  • eliminazione dei cibi che fermentano: insalata, verdure appartenenti alla categoria delle crucifere (cavoli, verze, broccoli) e legumi
  • no alle bevande gassate
  • adeguata ingestione di acqua
  • lassativi (nella forma in cui prevale la stitichezza) e anti-diarroici (in quella in cui la dissenteria è frequente)
  • probiotici, per ristabilire una adeguata composizione della flora batterica, alterata in questi casi
  • antispastici: sono farmaci che attenuano i dolori dovuti allo spasmo della muscolatura liscia intestinale
  • nei casi in cui la componente emotiva sia importante, la terapia cognitivo-comportamentale può dare un significativo contributo
  • le tecniche di meditazione, in particolare la mindfulness, che pone l’accento sulla respirazione, aiutano i pazienti a gestire il disturbo.

 

PROBIOTICI PER CURARE LE MALATTIE MENTALI?

Finora abbiamo parlato degli effetti di un malessere che coinvolge la mente sulla salute dell’intestino. Vale anche il viceversa?

Può, ad esempio, uno squilibrio della flora batterica intestinale (disbiosi) essere responsabile di un malessere emotivo? Ebbene, alcuni studi lo confermerebbero.

Si è visto infatti che alcuni antibiotici (come la minociclina, un disinfettante intestinale), curando le disbiosi, hanno effetti positivi anche sull’umore.

Avere messo a fuoco la connessione fra intestino e psiche, sarebbe già da solo un grande successo. Molte persone affette da colon irritabile, infatti, vivono i propri sintomi con disagio, quasi pensando di essere vittime della propria suggestione. L’idea scatena il senso di colpa, che porta ad un peggioramento della situazione emotiva e, in ultimo, ad un’esacerbazione della sintomatologia.

Essere consapevoli che lavorando su entrambi i fronti (quello fisico e quello psichico) si possono ottenere ottimi risultati, è un ulteriore passo avanti.

 

UNA NUOVA CHIAVE DI LETTURA PER IL COLON IRRITABILE

La novità ancora più sorprendente, è rappresentata dalla recente chiave di lettura del colon irritabile e di come i suoi sintomi hanno origine. Ha a che vedere con il concetto di infiammazione. Infatti, da alcune recenti ricerche, sembra emergere che questa patologia possa originare da un evento infiammatorio. Un’evenienza legata, ad esempio, ad una contaminazione batterica, che si è solo apparentemente risolta.

Si è visto infatti che, nei pazienti affetti da colon irritabile, il numero di mastociti è superiore alla norma. I mastociti sono cellule del sistema immunitario che hanno un ruolo importante nell’infiammazione. Producono citochine, proteine che possono sia promuovere che inibire il processo infiammatorio.

Il nostro sistema immunitario è infatti strutturato perché ogni risposta sia correttamente bilanciata e possa essere all’occorrenza anche interrotta. Nel caso del colon irritabile, le citochine pro-infiammatorie non sono adeguatamente controbilanciate da quelle anti.

Ora che abbiamo compreso come la nostra mente sia ben collegata al nostro apparato digerente e quali siano i fenomeni molecolari e cellulari che portano all’insorgenza dei sintomi, resta da comprendere come i due concetti siano interconnessi. Quali sono le modalità con cui le emozioni che percepiamo influiscono sull’insorgenza dei sintomi? Nelle persone predisposte, lo stress e il disagio emotivo, aumentano la produzione di citochine pro-infiammatorie. E’ così che si chiude il cerchio.

Queste osservazioni aprono a nuove prospettive da cui osservare il disturbo. Ed evidenziano la possibilità di ampliare il numero dei farmaci per la terapia, consentendo una scelta più mirata ed efficace.