Il colpo della strega è una reazione nervosa che contrae violentemente la muscolatura delle vertebre in seguito a movimenti bruschi. 

Quello che comunemente definiamo “colpo della strega” è, dal punto di vista scientifico, un blocco vertebrale acuto. Una violenta contrattura muscolare che interessa la parte bassa della schiena (lombare), che causa l’insorgenza repentina di un dolore di tipo trafittivo di intensità elevata.

Il blocco vertebrale acuto colpisce circa il 10% della popolazione, più frequentemente la fascia di età che va dai 30 ai 40 anni, con una preferenza per il sesso maschile.

Questa evenienza acuta può essere innescata causato da un movimento brusco, qualche volta associato alla torsione del busto, che irrita i plessi nervosi che circondano le vertebre lombari. La reazione è la contrattura immediata dei muscoli paravertebrali e le conseguenza sono il dolore acuto ed il blocco dei movimenti. Normalmente il malcapitato rimane “congelato” nella posizione che gli ha causato l’attacco.

Il più delle volte si tratta di un fatto occasionale, ma in alcune persone tende a ripresentarsi . In questo caso, l’evento segnala un possibile problema posturale oppure una patologia discale (protrusione o ernia) o spinale (come la spondilolistesi,  in cui due vertebre consecutive sono disassate l’una rispetto all’altra) o ancora una degenerazione artrosica. Anche il sovrappeso può aumentare la probabilità di andare incontro ad episodi di blocco vertebrale, perché aumenta il carico sulla colonna.

In tutti i casi in cui non si tratta di un episodio sporadico ma si ripresenta nel tempo, è utile consultare l’ortopedico.

Il blocco vertebrale acuto non è un evento maligno, non ha conseguenze pericolose, non si manifesta con ematomi, né è accompagnato da lesioni muscolari. E’ una reazione di difesa dell’apparato muscolo scheletrico, che registra un movimento anomalo e, in attesa di chiarimenti, ne impedisce di nuovi.

 

PRENDITI UNA PAUSA (FORZATA)

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La terapia prevede il riposo assoluto per almeno 24-48 ore. Nelle ore immediatamente successive al blocco, sarebbe anche trascurabile sottolinearlo, dal momento che qualsiasi movimento è letteralmente impedito dalla contrattura.

Tuttavia, anche successivamente, sono fortemente sconsigliati sforzi fisici come stare in piedi per molto tempo o sollevare pesi.

 

STAI AL CALDO

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Utile la termoterapia: il calore agisce riducendo lo stato di contrattura dei muscoli e, quindi, lenendo il dolore. Sono consigliate le docce calde, l’applicazione della borsa dell’acqua calda o delle fasce autoriscaldanti.

 

CHIEDI CONSIGLIO AL MEDICO

Il medico può prescrivere antiinfiammatori (FANS nei casi più lievi, cortisonici nei casi particolarmente gravi) che accelerino la risoluzione dell’infiammazione e riducano il dolore.

 

TONIFICA LA MUSCOLATURA

Per chi soffre periodicamente di queste manifestazioni, può essere utile la terapia riabilitativa, mirata a migliorare la postura e a rinforzare la muscolatura vertebrale e addominale. La sedentarietà e l’assunzione di posture scorrette riduce l’elasticità, la forza e la tonicità della muscolatura e favorisce l’insorgenza degli episodi.

In particolare, il potenziamento dei muscoli addominali rappresenta un utile sistema di difesa della salute della colonna vertebrale, perché impedisce che si accentui la curvatura lombare (lordosi) e mantiene in equilibrio il bacino. Pensate che una parete addominale tonica è in grado di ridurre del 40% il carico che grava sulla colonna vertebrale.

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Praticare yoga può essere utile, ma esercitato con gradualità e sotto la supervisione di personale qualificato. Naturalmente, come spesso accade, il nuoto è la risorsa migliore.

 

RIPOSA CORRETTAMENTE

E’ consigliabile inoltre dormire su un materasso di media rigidità e utilizzare un cuscino basso, per non costringere la colonna vertebrale ad assumere assetti anomali.

 

Il miglioramento della sintomatologia si ottiene in 3-4 giorni, ma per il recupero completo deve trascorrere più tempo. La convalescenza si abbrevia in maniera direttamente proporzionale al grado di benessere della colonna. Questo significa che, se abbiamo una schiena esercitata e in salute, recuperiamo prima (e, più in generale, riduciamo il rischio di episodi di questo tipo).

Ma perché questa sfortunata evenienza è associata all’esoterismo?

La leggenda vuole che nel 1600 una donna fu accusata in Germania di stregoneria. La sua presenza era, secondo gli “avveduti” osservatori, legata all’insorgenza di malanni inspiegabili nelle persone che la circondavano. Ma l’episodio che determinò la sua condanna al rogo riguardò un suo scontro avvenuto per strada. Mentre camminava, urtò una giovane che reggeva dei carichi pesanti. La ragazza cadde e (probabilmente vittima del blocco vertebrale acuto) rimase immobilizzata dal dolore e in preda ai lamenti. Questo rafforzò la convinzione che lei avesse il potere non solo di causare malattie con il solo sguardo, ma anche di immobilizzare i suoi sfortunati interlocutori. Se le cose stavano così, doveva proprio essere una strega.

I secoli sono trascorsi, i tempi sono cambiati, ma i retaggi pseudoscientifici sono duri a morire.

E così, ancora oggi, dopo più di quattro secoli, tutti facciamo ancora riferimento ad un’evenienza patologica causata da un movimento brusco e maldestro con una terminologia esoterica.