La cellulite è una vera e malattia del sottocute, che possiamo controllare grazie ad un approccio combinato. Non sottovalutiamo l’utilizzo dei cosmetici, perché…

La cellulite è una vera e propria patologia. Ma, soprattutto, è un vero e proprio incubo.

Si dice che il mal comune sia mezzo gaudio. Tuttavia, la sua incidenza elevata (si stima che colpisca 8 donne su 10 dai 16 anni in su, come è emerso dal Congresso Nazionale di Medicina Estetica che si è tenuto a Roma lo scorso maggio) non la rende meno antipatica.

Tecnicamente è definita pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica. E già il nome…

E’ l’infiammazione del tessuto connettivo sottocutaneo, che causa alterazione nell’aspetto della cute, gonfiore e dolorabilità agli arti inferiori (non che parole meno ostiche ne migliorino la fama).

Per cause le più svariate (quelle ormonali sono le più note, ma ne esistono anche di ignote e si contano ben 29 tipologie diverse di cellulite), le cellule adipose del sottocute vanno incontro ad un processo infiammatorio e degenerativo, che le porta ad accumulare grasso in eccesso e quindi a rigonfiarsi in maniera anomala.

L’aumento di volume che viene a crearsi restringe i capillari che irrorano il tessuto. Quindi le cellule lavorano meno e peggio perché si riduce l’apporto di ossigeno necessario al loro metabolismo. Di conseguenza, i meccanismi di rimozione delle sostanze tossiche da esso derivanti non funzionano correttamente e le scorie rimangono intrappolate nelle cellule.

L’infiammazione stimola il sistema immunitario ad attivare cellule che depositano fibre dure e poco elastiche nel sottocute.

L’eccesso di adipe e liquidi stagnanti e la presenza di indurimenti localizzati sono responsabili del caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”.

Le recenti teorie sulla cellulite, la descrivono come un risultato del fallimento dei meccanismi di detossificazione dell’organismo. Responsabili di questo odioso inestetismo, sarebbero i radicali liberi, molecole (ne abbiamo parlato a lungo in occasione della presentazione del Progetto Nanoros di Istituto Italiano di Tecnologia e della Missione Vita di @astro_paolo, Paolo Nespoli) prodotte dal metabolismo cellulare che devono però essere allontanate dai tessuti e rimosse dall’organismo perché dannose. Quando questo non avviene (o per via della loro quantità o a causa del malfunzionamento dei sistemi depurativi) i radicali liberi danno il via ad una serie di reazioni patologiche che accelerano i fenomeni di invecchiamento dei tessuti.

La cellulite rientrerebbe quindi nella categoria di patologie derivanti dai processi di invecchiamento cellulare a causa dell’accumulo di radicali liberi.

Fin qui il problema. So che non ne potete più e che questa descrizione vi ha fatte precipitare nel gorgo della disperazione più nera. Ma, care amiche, non si può sconfiggere il nemico se non lo si è prima guardato in faccia.

Ora le soluzioni.

Come ben sappiamo l’esercizio fisico è di grande aiuto, perché attiva la muscolatura, che agisce drenando i liquidi ristagnanti. Ma anche lo sport deve essere scelto in modo mirato. La dottoressa Giamaica Conti, del Dipartimento di Neuroscienze e Biomedicina del Movimento dell’Università di Verona, ci dà preziosi consigli in merito:

Le donne affette da cellulite e non in sovrappeso devono svolgere una blanda attività fisica, aerobica perché non si deve arrivare a produrre acido lattico e corpi chetonici. Vanno benissimo la camminata di quaranta minuti al giorno e la corsa ad una velocità non maggiore di 6 minuti al chilometro.

Ma lo sport più indicato per combattere la cellulite è il nuoto:

Nuotando a stile libero, dorso, delfino si porta l’acqua ad esercitare un massaggio vigoroso e costante sulle zone in cui si manifesta più spesso la cellulite, senza notevoli sforzi perché il corpo è rilassato durante il galleggiamento in acqua. Il massaggio esercitato dall’acqua contribuisce a ridurre il senso di accumulo edematoso delle zone affette da cellulite, migliora il microcircolo contribuendo a sfiammare i tessuti.

La cellulite è un nemico che si deve affrontare usando quanti più strumenti possibili. Per questo sono consigliati anche i trattamenti ed i cosmetici specifici.

Il professor Di Pietro, Dermatologo Plastico e fondatore dell’Istituto Dermoclinico Vita-Cutis, spiega che:

Le creme, come i gel, sono un valido aiuto per migliorare la compattezza, l’elasticità, il turgore della cute e migliorare così l’aspetto più esterno dell’inestetismo. E’ come se l’epidermide diventasse una calza elastica che contiene meglio il grasso e riveste la pelle. I prodotti specifici, se usati con costanza, mattino e sera, per un minimo di tre mesi, danno buoni risultati.

Alla luce del quadro di squilibrio del sottocute che abbiamo analizzato prima, il drenaggio dei liquidi è senz’altro uno dei punti su cui agire per migliorare l’aspetto delle gambe.

A questo proposito vi voglio parlare di un prodotto che può aiutarci nel combattere questo inestetismo. Aloe Body Conditioning Creme è un’emulsione emolliente, densa e ricca, prodotta a partire da estratti di erbe officinali che dona alla pelle idratazione e morbidezza. Questo trattamento combina l’azione rigenerante, emolliente ed idratante del gel di Aloe vera (del quale abbiamo già imparato gli utilizzi cosmetici) alle caratteristiche antiossidanti della curcuma ed alle proprietà antiinfiammatorie dello zenzero e della cannella.

 

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Aloe Body Conditioning Creme è un cosmetico specifico che contribuisce a stimolare la circolazione, a drenare i liquidi stagnanti e quindi a migliorare l’aspetto delle nostre gambe. E’ ideale per il massaggio, piacevole da stendere sia al mattino (assorbe rapidamente e quindi ci consente di vestirci immediatamente) che alla sera e non untuoso.

Usatelo con continuità, perché la cellulite è un inestetismo che possiamo controllare soltanto agendo con grande costanza e attaccandolo su più fronti.

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(Post in collaborazione con Forever Living)