Le aggressioni con arma da fuoco uccidono in USA 40.000 persone l’anno, piu’ o meno quanto le malattie renali gravi.

L’Associazione dei Medici americani (American Medical Association – AMA) ha da tempo dichiarato di considerare le aggressioni armate una crisi per la salute pubblica. Sulla base di questo principio AMA ha chiesto al Congresso di varare al più presto leggi che consentano al Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (Centers for Disease Control and Prevention – CDC) di studiare il fenomeno della cosiddetta gun violence. AMA offre, in questo modo, supporto alla prevenzione delle morti per attacchi perpetrati con modalità simili.

La decisione affiorò a poche ore di distanza dal massacro di Orlando del 2016, e certamente esiste un legame con il forte impatto emotivo causato dal tragico evento. La mattina del 12 giugno un uomo armato fece irruzione in un locale della famosa città della Florida, uccidendo 49 persone e ferendone diverse decine.

Oggi siamo qui a raccontare di un altro, tragico episodio di violenza che ha colpito la Florida,  l’ultima in ordine di tempo di una serie di stragi che si consumano negli Stati Uniti. AMA ha sottolineato come nessun Paese del primo mondo sia teatro di violenze armate che producono le cifre degli Stati Uniti. Se, da un lato, gli USA hanno messo in campo task force e sofisticati sistemi di controllo per la lotta contro il terrorismo, che provoca (come il Presidente Obama evidenziò a suo tempo) un numero di vittime nettamente inferiore, dall’altro si trovano incredibilmente scoperti nei confronti di una minaccia interna di queste dimensioni.

Reperire armi, anche da assalto, è relativamente semplice, in un Paese che, per contro, si avvale di strumenti punitivi “esemplari”. Lo stesso Obama confermò, all’epoca di Orlando che la gun violence rappresentava uno dei punti fallimentari della propria amministrazione. Nel corso dei più recenti discorsi tenuti in occasione del suo addio alla Casa Bianca, sottolineò come l’incapacità di varare una legge che restringesse la possibilità di detenere armi fosse la sua più dolorosa recriminazione.

Da allora il trend non è cambiato.

Ogni anno in USA muoiono 40.000 persone per questo genere di aggressioni: cifre paragonabili al numero di decessi registrati per patologie di una certa severità, quali le malattie renali gravi.

Per queste ragioni AMA ha ribadito che l’utilizzo delle armi è una seria minaccia per la salute pubblica e chiesto che ci sia una sospensione nella loro vendita. Ha auspicato, inoltre, che la legge possa imporre controlli severi sulle persone che acquistano armi e che siano monitorati anche coloro che già le detengono.

Ricordiamo che molti degli aggressori detengono armi regolarmente dichiarate. E che spesso si tratta di armi da guerra.