Antirughe sempre più innovativi e personalizzati ci emancipano dalla genetica: finalmente libere di decidere (in parte) della nostra bellezza.

L’azienda di cosmetici Olaz ha finanziato una ricerca condotta in collaborazione con la nota società di genetica 23andMe finalizzata a rispondere ad un quesito femminile che tiene banco da sempre nei dibattiti su cura della pelle e invecchiamento cutaneo. Lo studio si è posto l’obiettivo di capire se, ai fini del mantenimento di una pelle sana e giovane, conti di più la cura costante (fattori esterni) o la predisposizione genetica (fattore innato). In sostanza, ha un senso fare dell’antirughe uno dei propri must o conviene arrendersi all’ineluttabile volontà dela natura?

Per comparare i due effetti, i ricercatori hanno preso in considerazione un campione di oltre 150,000 donne.

Tutto è partito da un’osservazione: alcuni ricercatori della nota industria, parte del gruppo P&G, hanno osservato che esiste un 10% di donne che invecchiano in maniera straordinariamente lenta. Queste fortunate exceptional skin agers arrivano addirittura a dimostrare 10 anni meno rispetto alla propria età anagrafica. Approfondendo le osservazioni, gli studiosi si sono accorti che il 10 di queste signore manifesta una specifica impronta genetica. Si sono quindi domandati se la loro eccezionale risposta allo scorrere del tempo sia dovuta al caratteristico assetto genetico o alla cura della pelle.

Ebbene, ha vinto lo skin care!

La ricerca ha dimostrato come le donne abbiano un certo margine di azione per rallentare l’invecchiamento della loro pelle.

Quindi possiamo evitare di precipitarci in bagno, avventandoci contro l’armadietto ed il suo contenuto. L’antirughe continuerà a dimorarvi.

Di questi risultati ha parlato anche Rossella Galvani, skin expert di Olaz, in occasione de “Il Tempo delle Donne”, manifestazione tutta al femminile (e per il femminile) organizzata dal “Corriere della Sera”.

E’ emerso, ad esempio, che le donne che usano abitualmente i filtri solari hanno il 78% di probabilità in più di invecchiare più lentamente.

E anche che quelle che si prendono in generale cura della loro pelle hanno il 30% di probabilità in più di avere meno rughe.

Ulteriori fattori predittivi in senso positivo sono stati quelli che ormai da tempo conosciamo come parametri di benessere: l’esercizio fisico effettuato con regolarità, almeno 8 ore di sonno per notte e, in generale, l’attenzione per la propria salute. Mentre i fattori collegabili ad un invecchiamento più veloce (altrettanto intuitivi) sono il fumo e un body mass index superiore a 25.

Frauke Neuser, coordinatore dello studio, ha commentato:

Women can actively take beauty into their own hands

Sentirsi emancipate dalla genetica è straordinariamente motivante

Quindi genomica e ricerca a braccetto anche nell’industria cosmetica. Anche qui con il fine comune della personalizzazione e forti dell’innovazione che ne costituisce il background. Verso antirughe (e cosmetici in generale) sempre più tailor-made, specifici per soddisfare le proprie individuali, uniche esigenze.